Rivoluzione francese:tra ingiustizie e privilegi la Francia affonda

La Francia non conobbe l’assolutismo illuminato, perciò nel Settecento la socetà francese non fu cambiata da riforme significative.

Ma nel 1789 scoppiò una rivoluzione, che durò alcuni anni e causò un rovesciamento delle strutture politiche e sociali.

Luigi XV e XVI avevano concentrato nelle loro mani la maggior parte delle cariche governative, amministrativi e militari. La nobiltà parigina, stabilta a corte, riceveva sostanziose rendite e viveva nel lusso più sfrenato.

Questa situazione provocò il malcontento del *terzo stato, che costituiva la 98% della popolazione francese.

La crisi economica proovocò la diffusione delle carestie e la crescita del debito delle finanze dello stato.

*Terzo stato: la popolazione comune francese, come banchieri, artigiani, mercanti, imprenditori, contadini e bassa e media borghesia.

Alessio Spetale e Silviu Badarau

Rivoluzione americana: le tasse aumentano, la rappresentanza no

Per molto tempo la situazione spiegata nell’articolo precedente fu accettata dagli Americani, anche perchè rispettavano ben poco i divieti commerciali ed esercitavano il contrabbando*, che era tollerato dagli stessi governatori.

Dal 1763 la situazione, però, iniziò a cambiere rotta. L’Inghilterra, infatti, aveva accumulato troppi debiti pubblici a causa delle spese militari, a loro volta causate dalle innumerevoli guerre che l’Inghilterra doveva sostenere e, quindi, combattere. Per poter pagare gli enormi debiti, gli inglesi, decisero di aumentare le tasse alle tredici colonie americane.  I loro abitanti si ribellarono, anche per il motivo che ciò andava contro una delle leggi degli stessi inglesi, che prevedeva il principio “niente tasse senza rappresentanza“. Le colonie non erano rappresentate nel parlamento londinese e, quindi, questo non poteva imporgli nessuna tassa. I coloni  accettarono ad una condizione: in “cambio” dell’aumento delle tasse dovevano poter eleggere il rappresentante al parlamento inglese: se i doveri aumentavano, dovevano aumentare anche i diritti.

* contrabbando: il commercio illegale con altre nazioni.

Alessio Spetale

Rivoluzione americana: niente tasse senza rappresentanza

Ogni colonia inglese era amministrata da un governatore inglese, affiancato da un’assemblea eletta dai coloni a suffragio in base al censo (il patrimonio posseduto da un cittadino e che viene sottoposto al pagamento dei tributi).

I coloni, però, non avevano il diritto di eleggere i propri rappresentanti al parlamento di Londra. Come se non bastasse avevano l’obbligo di commerciare solamente con la madrepatria (l’Inghilterra) e di comprare ciò che si poteva trovare nel Regno Unito, quindi non di produrre merci che si potevano acquistare nel medesimo posto. Per fare un esempio pratico gli americani non potevano farsi un cappello di pelliccia di un animale che avevano cacciato loro, ma dovevano esportare la pelliccia non lavorata in Inghilterra ed acquistare il medesimo copricapo dagli inglesi. Gli americani, tuttavia erano quasi esonerati dal pagamento di imposte.

L’America: tre blocchi di colonie

(continua…)

La rivoluzione americana: le colonie inglesi in America

Le colonie inglesi dell’America settentrionale avevano caratteristiche particolari, in confronto a quelle del resto d’Europa: negli altri continenti i Paesi europei si erano limitati a creare basi economiche, quindi commerciali o militari o, ancora,  occupavano grandi territori e sottomesso la popolazione locale. Gli inglesi, invece, nelle colonie del Nord America, non sottomisero le popolazioni indigene (Pellirosse o Indiani) ma li fecero spostare dalle regioni che si affacciavano sull’Oceano Atlantico a quelle più interne del continente.

I coloni che sbarcavano in Nord America erano per lo più immigrati che scappavano dalle persecuzioni religiose. Quindi non volevano conquistare l’America, ma soltanto un posto dove poter professare la propria religione senza ogni giorno rischiar la pelle.

In questo modo le colonie inglesi d’America finirono per essere abitate solamente da bianchi.

La popolazione era in constante aumento per due motivi:

- per il costante numero di nascite;

- per l’immigrazione, sempre più costante: all’inizio del XVIII secolo era di 250.000 abitanti. Un secolo dopo era di oltre 5 milioni.

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Pubblicato in: on maggio 19, 2009 at 3:52 pm  Commenti (1)  
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